simone padelli

fotografo

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Su cosa si basa la realtà e l’identità di un luogo? Come può mutare la percezione del luogo stesso approfondendone la conoscenza? La realtà di un luogo è univoca? Come si stratifica?

 

Le immagini di questo progetto sono state scattate in un’Isola italiana, luogo di pellegrinaggio e attività turistica. Attratto dalla piccola comunità di 13 anime che abita l’isola tutto l’anno, ad ottobre del 2020 ho iniziato una serie di viaggi per conoscere questo luogo.

 

Ogni giorno che passo sull’isola, ogni chiacchierata con un suo abitante, alterano e modificano la percezione che ho dell’isola stessa, modificando anche il mio sguardo e il mio approccio fotografico.

 

Cos’è davvero questo luogo? Un piccolo spazio magico e idilliaco, luogo di pellegrinaggio cristiano con una controversa situazione politica e territoriale. Un luogo caratterizzato da tramonti meravigliosi, ma anche cimitero di conigli, che in massa abitano l’isola, e molti dei quali muoiono in seguito a malattie genetiche trasmesse da rapporti incestuosi degli stessi.

Le differenti realtà di questo luogo si alterano, si modificano, e si palesano ai miei occhi come diverse facce della stessa medaglia; o come in una scatola cinese: all’interno della principale se ne trova un’altra più piccola, uguale ma diversa e più nascosta, e così via.

 

Ed è così che questo luogo diventa per me un luogo della mente prima ancora che un luogo fisico: teatro di eventi e di situazioni oniriche in cui mi calo, sperimento e capisco.

Su cosa si basa la realtà e l’identità di un luogo? Come può mutare la percezione del luogo stesso approfondendone la conoscenza? La realtà di un luogo è univoca? Come si stratifica?

 

Le immagini di questo progetto sono state scattate in un’Isola italiana, luogo di pellegrinaggio e attività turistica. Attratto dalla piccola comunità di 13 anime che abita l’isola tutto l’anno, ad ottobre del 2020 ho iniziato una serie di viaggi per conoscere questo luogo.

 

Ogni giorno che passo sull’isola, ogni chiacchierata con un suo abitante, alterano e modificano la percezione che ho dell’isola stessa, modificando anche il mio sguardo e il mio approccio fotografico.

 

Cos’è davvero questo luogo? Un piccolo spazio magico e idilliaco, luogo di pellegrinaggio cristiano con una controversa situazione politica e territoriale. Un luogo caratterizzato da tramonti meravigliosi, ma anche cimitero di conigli, che in massa abitano l’isola, e molti dei quali muoiono in seguito a malattie genetiche trasmesse da rapporti incestuosi degli stessi.

Le differenti realtà di questo luogo si alterano, si modificano, e si palesano ai miei occhi come diverse facce della stessa medaglia; o come in una scatola cinese: all’interno della principale se ne trova un’altra più piccola, uguale ma diversa e più nascosta, e così via.

 

Ed è così che questo luogo diventa per me un luogo della mente prima ancora che un luogo fisico: teatro di eventi e di situazioni oniriche in cui mi calo, sperimento e capisco.